La storia del progetto Destinazione Trapani

J’accuse (prima di tutto me stesso)

Abbiamo sbagliato, sicuramente. Se un progetto rimane bloccato per così tanti anni è innegabile che chi lo ha elaborato abbia commesso degli errori di valutazione. Quindi abbandoniamo questo ipocrita plurale e passiamo a me, Franco Mennella, elemento costante di un’idea, un progetto che, sia pur in diverse, formule gira da ormai 15 anni, senza mai riuscire a decollare. Dopotutto il successo ha tanti padri, i fallimenti sono spesso orfani ed io ho sempre avuto simpatia per gli orfanelli. Quindi alzo la mano e chiamo il fallo. Ma, come avrete già capito, quando uno si lancia in una così clamorosa giustificazione nasconde il contrattacco. E siccome non ho intenzione di deludere nessuno, cominciamo subito. Perché il mio principale errore è stato quello di pensare che bastasse semplicemente l’evidenza dei fatti, che il ragionamento logico e scientifico fosse sufficiente a far comprendere qualcosa di palese. A quanto pare, non è così.

Eppure mi sembrava tutto molto chiaro: alcune zone del pianeta hanno superato la crisi e, andando a guardare bene cosa hanno fatto, scopriamo che hanno seguito TUTTE (ma proprio tutte) un preciso approccio ai modelli di gestione. Di contro TUTTE (ma proprio tutte) quelle che hanno più difficoltà hanno usato e usano altri metodi. Non è una opinione: è un dato facilmente verificabile, quindi pensavo davvero che non potevano esserci dubbi su quale strada si dovesse prendere. Ma tant’è...

Concorrenza impossibile

In quasi tutti i testi che ho prodotto in questi anni ho sempre fatto vedere uno studio della società Accenture, la più grande società di consulenza al mondo, che evidenzia come le aziende innovative, realmente innovative, abbiano vantaggi competitivi nell'ordine del 70% sull'efficenza dei costi, sulla revenue, sul costo del lavoro. Una concorrenza letteralmente impossibile.


Gli ultimi dati sulla mancata crescita italiana dimostrano come il problema sia strutturale.

Questo progetto nasce proprio studiando queste differenze, molto prima di 15 anni fa, diciamo che si supera abbondantemente il quarto di secolo. Un mio amico mi chiede una mano per una tesi in Economia, una sperimentale che ipotizzava la costruzione di un modello di sviluppo per territori depressi e, ça va sans dire, decidiamo di svilupparlo su Trapani. Comincio ad approfondire e la cosa mi appassiona, in particolare mi affascinavano proprio le differenze di metodo (e di risultato) tra aree diverse del globo. Per la cronaca, la tesi prese 11 punti. Comunque, anche se continuavo a fare il giornalista, questa idea rimaneva a girare nella mia testa e, di volta in volta, mi piaceva studiarci su, vedere se alcune ipotesi fatte in precedenza si avveravano.

Destinazione Trapani, il progetto Il progetto Destinazione Trapani

Qui bisogna aprire una grossa parentesi, introdotta da una vecchia barzelletta. Un uomo va dal dottore: “Dottore, ho un problema. Tocco la testa con il dito e mi fa male, lo faccio con il gomito e sento dolore, mi tocco i piedi e lo sento di nuovo, insomma dovunque poggio il dito mi fa malissimo. Cosa può essere?”. Il dottore lo guarda e risponde: “Si è rotto il dito!”.

Come barzelletta non è granché, lo ammetto, ma rende l’idea e mette un grosso punto interrogativo sul progetto. Ho provato ad interagire con molte persone e l’unico elemento comune delle varie false partenze sono io. La conclusione possibile è una: sono forse io il problema? Vi confesso che ci ho pensato e, nei momenti di massima depressione, sono anche arrivato a crederlo. Ma oggi abbiamo avuto l’ultima risposta. I dati (devastanti) sulle prospettive di crescita dell’economia italiana, danno una risposta finale. Possiamo discutere se la strada che propongo io sia giusta, ma è palese come la vostra sia sbagliata. Completamente.

La Digital disruption in Italia

Come dicevo prima, negli anni ho continuato a verificare l'ipotesi, provando a prevedere gli andamenti di specifici mercati. Tutto coincideva, a parte qualche ottimistica sfasatura nei tempi, ma che non ha mai superato i 12 mesi. Per chi non lo sapesse, teorizzare e provare rappresenta un po’ la base del metodo scientifico: si elabora una teoria, un modello astratto, e sulla base di questo si elaborano delle teorie da verificare sperimentalmente. Se il risultato è confermato, la teoria può essere valida, almeno fin quando non viene smentita da un altro esperimento. Provo ad applicare i metodi acquisiti sul mio campo, il giornalismo, ma purtroppo sbaglio i calcoli: il mio mercato (avevo aperto un’agenzia di stampa locale) era quello delle radio e tv locali che, da lì a breve, sarebbe stato letteralmente spazzato via. Il progetto prevedeva di rendersi autonomi utilizzando la Rete, che allora muoveva i primi passi, ma le Tv locali sono fallite prima che il web si assestasse come mercato. Un errore che ho pagato e che mi ha insegnato a calibrare meglio i tempi di azione.

Le conferme generali sugli sviluppi del mercato continuano ad arrivare ma non vado mai oltre l’aggiornamento del progetto e lo sviluppo di nuove previsioni. Nel frattempo arriviamo a 15 anni fa circa, quando contestualmente accade che mi disinnamoro del giornalismo e Trapani vive i fasti della Coppa America. Premetto che la mia ipotesi di progetto si basava sull'esistenza di un prodotto centrale e caratterizzante del territorio che, mancando, doveva essere costruito. Nella tesi usammo il comparto agroalimentare, sottolineando come l'approccio fosse puramente teorico, mancando un effettivo substrato comune che caratterizzasse il prodotto. Attivare un processo del genere in un campo come quello della produzione agroalimentare era un lavoro complesso che mi aveva ancor di più tenuto lontano dal passare alla fase operativa. Adesso c’era il turismo e quindi, citando Frankenstein Jr., si può fare! O meglio: si potrebbe fare. Ma questa è un’altra storia, quindi cambiamo pagina

Il Blog di Franco Mennella

Ipse dixit

All’inizio la gente rifiuta di credere che una nuova cosa strana possa essere fatta, poi iniziano a sperare che si possa realizzare, poi vedono che è possibile farla – poi diventa reale e tutto il mondo si chiede perché non è stata fatta secoli prima.

Frances Hodgson Burnett